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Stralcio cartelle fino a 5.000 euro non per tutti: i debiti esclusi dal decreto Sostegni.

Stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro con limiti: restano esclusi dal condono del decreto Sostegni i contribuenti con redditi che superano la soglia dei 30.000 euro, ma non solo.
La sanatoria disegnata dal decreto Sostegni riflette la necessaria mediazione politica tra le varie forze che compongono la maggioranza di Governo. La cancellazione dei debiti è limitata al periodo compreso tra il 2000 ed il 2010, ed esclusivamente in relazione ai contribuenti con redditi bassi.
Lo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro sarà ampio ma non per tutti.
La cancellazione dei debiti che affollano il magazzino dell’Agenzia delle Entrate Riscossione è una delle novità fiscali del decreto Sostegno più attese e discusse. Alla cancellazione delle cartelle fino a 5.000 euro si affianca l’annuncio di un piano di riforma della riscossione, i cui contorni saranno disegnati dal MEF, entro 60 giorni.
Per quel che riguarda lo stralcio delle cartelle, è necessario tuttavia evidenziare che non tutti i debiti saranno cancellati indistintamente.
Secondo quanto previsto dal testo del decreto Sostegni, approdato in Gazzetta Ufficiale del 22 marzo 2021, restano esclusi dalla procedura quelli dovuti per il recupero di aiuti di Stato, così come multe, ammende e sanzioni dovute in caso di sentenze penali di condanna.
Vi rientrano, invece, i debiti relativi a carichi per i quali il contribuente ha aderito alla rottamazione o al saldo e stralcio delle cartelle. È l’articolo 4 del testo del decreto Sostegni a definire chi rientra e chi sono gli esclusi dallo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro.
La cancellazione dei debiti non sarà per tutti.
Oltre alla soglia di 30.000 euro di reddito e al periodo temporale 2000-2021, viene in ogni caso escluso il condono per i debiti relativi ai carichi di cui all’articolo 3, comma 16, lettere a), b) e c), del decreto legge n. 119 del 2018, ossia:
le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015;
i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
Si tratta delle stesse somme già escluse dalla rottamazione ter delle cartelle.
Inoltre, la sanatoria lascia fuori:
le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014,
l’IVA riscossa all’importazione. Le esclusioni sopra menzionate non fanno certo venir meno la portata della norma che si appresterebbe a varare il Governo Draghi.
Lo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro comporta l’annullamento automatico dei debiti iscritti a ruolo, relativi ai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, per i contribuenti con redditi fino a 30.000 euro.
Lo stralcio interessa inoltre anche i carichi ricompresi nella rottamazione ter e nel saldo e stralcio delle cartelle, senza rimborso delle somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni.
Per quelle versate successivamente, l’importo pagato in relazione al carico cancellato verrebbe imputato alle rate dovute per altri debiti eventualmente inclusi nelle definizioni agevolate, o a debiti scaduti o in scadenza. Soltanto in assenza di pendenze con l’Erario, la somma verrebbe rimborsata al contribuente.
Fonte: money.it