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Soluzioni ai problemi fiscali, approfondimento agli aspetti economici del settore interessato. Redazione, Deposito Bilancio e Pratiche Camerali.

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𝐓𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨 𝐩𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨. (Leggi qui) 👇

Il trattamento di fine rapporto costituisce un credito certo e liquido che il lavoratore matura in costanza di lavoro e che può quindi essere messo a garanzia per eventuali prestiti o essere oggetto di pignoramento presso terzi.

Prestiti con cessione del quinto: il lavoratore, nel momento in cui sottoscrive una richiesta di prestito personale, da rimborsare con cessione del quinto della retribuzione, può mettere a garanzia il TFR accantonato fino a quella data e quello che maturerà successivamente. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, quindi, il datore di lavoro dovrà versare il TFR direttamente alla finanziaria:
se il TFR maturato è più alto del debito residuo, il datore di lavoro provvederà a versare il TFR alla finanziaria fino a copertura del debito e il residuo verrà erogato al lavoratore;
se il TFR invece è più basso del debito verso la finanziaria, il datore di lavoro provvederà a versare l’intero importo alla finanziaria stessa.
Nel caso in cui il lavoratore abbia optato per la destinazione del TFR alla previdenza complementare, sarà il datore di lavoro a doverne dare comunicazione alla finanziaria. In questo caso, alla cessazione del rapporto di lavoro, sarà il fondo di previdenza complementare a dover intervenire e versare il TFR alla finanziaria presso la quale il lavoratore ha acceso il prestito.

Pignoramento presso terzi: è possibile che al datore di lavoro venga notificato un pignoramento nei confronti del lavoratore. In questo caso, 1/5 del TFR, alla cessazione del rapporto di lavoro, se non ci sono cessioni in corso, dovrà essere versato a chi ha effettuato il pignoramento. Nel caso di pignoramento dell’Agenzia delle Riscossione l’importo pignorabile è il seguente:
se il TFR ha un valore fino a 2.500 euro, il pignoramento è pari a 1/10;
se il TFR ha un valore compreso tra 2.500 e 5.000 euro, il limite per il pignoramento è pari a 1/7;
se il TFR ha un valore superiore a 5.000 euro, il pignoramento è pari a 1/5.
Cessione del quinto e pignoramento possono convivere a carico dello stesso lavoratore: in questo caso, il trattamento di fine rapporto è destinato a chi ha notificato per primo uno dei 2 atti.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #Trattamentodifinerapporto #soggettoacessione #pignoramento
𝐑𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐏𝐅 𝟐𝟎𝟐𝟒: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐦𝐛𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞. (Leggi qui) 👇

Quando dalla dichiarazione dei redditi Modello Redditi PF 2024 emerge un credito, il contribuente può chiederne il rimborso. 
Il Modello Redditi PF 2024 quest'anno va presentato telematicamente entro il 15 ottobre 2024, diversamente per chi è esonerato dall'invio telematico, lo stesso modello va presentato in forma cartacea entro il 30 giugno.
Il quadro RX deve essere compilato per l’indicazione delle imposte a debito o a credito, nonché per l’indicazione delle modalità di utilizzo dei crediti e/o delle eventuali eccedenze di versamento a saldo.
Il quadro RX è composto dalle seguenti sezioni:
debiti/crediti ed eccedenze di versamento risultanti dalla presente dichiarazione;
eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione che non trovano collocazione nei quadri del presente modello di dichiarazione,
I crediti d’imposta e/o le eccedenze di versamento a saldo possono essere richiesti a rimborso, utilizzati in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. n. 241 del 1997 o in diminuzione delle imposte dovute per i periodi successivi a quello cui si riferisce la presente dichiarazione.
È consentito ripartire le somme a credito tra importi da chiedere a rimborso ed importi da portare in compensazione.
I crediti relativi all’IRPEF, alle addizionali regionali e comunali di importo pari o inferiore a 12 euro non sono rimborsabili né utilizzabili in compensazione. I crediti relativi alle Imposte sostitutive e alle altre imposte indicate nel quadro RX di importo pari o inferiori a 12 euro non sono rimborsabili.
Nel caso in cui si intenda chiedere a rimborso il credito risultante dalla dichiarazione corrente (colonna 4 della sezione I) ovvero il credito derivante dalla precedente dichiarazione (colonna 4 della sezione II), il contribuente, per ridurre i tempi di erogazione del rimborso, può comunicare direttamente all’Agenzia delle entrate le proprie coordinate bancarie.
La richiesta di accredito può essere effettuata online tramite la specifica applicazione disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it oppure utilizzando l’apposito modello (disponibile sullo stesso sito internet), che, firmato digitalmente, può essere trasmesso via PEC a qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate, o consegnato in formato cartaceo, con firma autografa, presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, allegando copia di un documento di identità (in quest’ultimo caso, la consegna può essere effettuata anche da un’altra persona, compilando la sezione del modello riservata alla delega e allegando copia di un documento di identità sia del delegante che del delegato). 
Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato tramite titoli di credito a copertura garantita emessi da Poste Italiane S.p.A.
Fonte: fiscoetasse.com

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𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝟓𝟎 𝐚𝐥 𝟑𝟔%. (Leggi qui) 👇

Un emendamento in sede di conversione del D.L. 39/2024 modificherebbe il bonus ristrutturazioni regolato dall’art. 16-bis del Tuir, che spetta attualmente nella misura del 50% e con un massimale di spesa agevolabile pari a 96.000 euro per le spese sostenute entro il 31.12.2024; dal 1.01.2025 si ridurrà al 36% nel limite massimo di 48.000 euro, percentuale che, alla luce dell'emendamento, diminuirà ulteriormente al 30% dal 2028 fino al 31.12.2033.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #bonusristrutturazione
𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐫𝐨𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐮𝐢 𝐁𝐎𝐍𝐔𝐒 𝐄𝐃𝐈𝐋𝐈𝐙𝐈. (Leggi qui) 👇

Il Governo per la prima volta ha ipotizzato di intervenire sulle spese già sostenute dal 1.01.2024, con un prolungamento obbligatorio a 10 anni delle detrazioni del superbonus, bonus barriere architettoniche e sismabonus; tuttavia, bisognerà vedere i dettagli del testo di conversione del D.L. 39/2024, la cui approvazione definitiva è attesa entro il 29.05.2024.
Inoltre, sono già al vaglio del Parlamento diverse proposte per il 2025, rimodulando le detrazioni al ribasso rispetto al tipo di intervento con sconti più alti per opere con il maggior impatto energetico o antisismiche. Al vaglio anche meccanismi a prenotazione riservati a contribuenti incapienti.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #bonusedilizi
𝐈𝐧𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥’𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥’𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨. (Leggi qui) 👇

La Cassazione (ordinanza n. 12463/2024) ha ritenuto insolvente l'azienda che ha ingenti debiti verso l'Erario, senza entrare nel merito delle pretese impositive e, a maggior ragione, delle possibilità di ottenere un pagamento rateale dall'Amministrazione Finanziaria.
Il default si configura quando l'imprenditore commerciale non ha più le condizioni di liquidità e di credito per soddisfare le proprie obbligazioni in modo regolare e con mezzi normali, a patto che la condizione di impotenza sia strutturale e non solo transitoria: non conta se le cause del dissesto siano imputabili o meno alla società.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #debiti #erario
𝐅𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐨
𝐒𝐌𝐀𝐑𝐓 𝐂𝐀𝐑𝐃 💳 
Si informa la gentile clientela che siamo abilitati al rilascio, direttamente presso i nostri uffici di Via Murano N.8 (Cz), della Smart card o Carta Nazionale dei Servizi contenente gli elementi di sicurezza necessari per l’identificazione in rete per l’accesso ai siti istituzionali come INAIL, Agenzia delle Entrate, Regione, Comune, Camere di Commercio ecc..
Concordare appuntamento per il ritiro telefonando allo 0961/34951.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro  #smartcard
𝐂𝐨𝐫𝐬𝐚 𝐚𝐥 𝐒𝐈𝐒𝐌𝐀 𝐁𝐎𝐍𝐔𝐒 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢. (Leggi qui) 👇

Il sismabonus acquisti è in scadenza il 31.12.2024 e molte imprese di costruzioni potrebbero non riuscire a ottenere tutti i documenti necessari e portare la costruzione dell’immobile al livello minimo consentito dall’Agenzia delle Entrate, per consentire agli acquirenti dell’immobile ricostruito lo sconto sul prezzo previsto dall’art. 16, c. 1-septies D.L. 63/2013.
In caso di scadenza dell’agevolazione, le imprese immobiliari potranno comunque optare per la fruizione del sismabonus ordinario (art. 16 D.L. 63/2013), detraendo esse stesse, anche se solo parzialmente, le spese sostenute, invece di applicare il bonus a favore dell’acquirente.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #sismabonus
𝐀𝐓𝐓𝐈 𝐈𝐌𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐄𝐒𝐄𝐂𝐔𝐓𝐈𝐕𝐈. (Leggi qui) 👇

La bozza di D.Lgs. di riforma della riscossione prevede che gli avvisi di recupero, gli atti di irrogazione sanzioni e gli avvisi di accertamento e liquidazione dell’imposta di registro diventeranno immediatamente esecutivi.
Al contrario, non ci saranno modifiche alle procedure automatizzate di controllo delle dichiarazioni, rappresentate da liquidazioni e controlli formali, che continueranno a confluire nelle cartelle di pagamento, quando i contribuenti non perfezioneranno le comunicazioni di irregolarità.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #attiesecutivi
𝐁𝐈𝐋𝐀𝐍𝐂𝐈𝐎 𝟐𝟎𝟐𝟑 𝐞 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨/𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐨𝐫𝐞. (Leggi qui) 👇

Entro il 29.05.2024, quale termine ultimo di deposito per i bilanci convocati nei termini ordinari di 120 giorni (data massima per l’assemblea dei soci per approvazione bilancio 2023: 29.04.2024) è necessario depositare il bilancio dell’esercizio 2023 e le eventuali relazioni sulla gestione, relazione del revisore, relazione dei sindaci.

A proposito dell’organo di controllo si ricorda che, come l’anno scorso, occorre verificare se si superano i limiti che obbligano l’impresa a dotarsi di tale organo. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria per le società che:
sono tenute a redigere il bilancio consolidato;
controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti;
hanno superato per 2 esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4.000.000 euro;
ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4.000.000 euro;
dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità.
Per quanto riguarda i 2 esercizi consecutivi da monitorare per la verifica dei suddetti limiti sono: 2022-2023. Pertanto, se nel 2022 si ha un attivo, per esempio, di 4.500.000 euro e nel 2023 di 4.600.000, la società nell’assemblea che approva il bilancio 2023, tenutasi o che si terrà nel 2024, dovrà anche nominare il revisore. Le alternative di scelta per la nomina possono essere:
nomina dell’organo di controllo, ossia un collegio sindacale o un sindaco unico, che svolga la funzione di controllo di gestione, a cui affidare anche la funzione di revisione legale;
nomina di un revisore che svolga solo la funzione di revisione legale;
nomina di un organo di controllo, ossia un collegio sindacale o sindaco unico che eserciti il controllo di gestione e di un revisore che svolga la revisione legale.
Poi la nomina cesserà quando per 3 esercizi consecutivi non si supera nemmeno 1 dei 3 limiti suddetti.

Per quanto riguarda le modalità di svolgimento dell’assemblea per l’approvazione del bilancio si ricorda che l’art. 11, c. 2 L. 21/2024 ha differito il termine dell’assemblea da remoto al 31.12.2024 (in precedenza era stato prorogato al 30.04.2024 dall’art. 3, c. 12-duodecies D.L. 215/2023 - Decreto Milleproroghe, poi al 31.07.2024).
In particolare, il voto può avvenire anche in via elettronica o per corrispondenza o per consultazione scritta o consenso espresso per iscritto e l'intervento all'assemblea può avvenire anche mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti e la partecipazione.

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𝐂𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐅𝐎𝐓𝐎𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀𝐈𝐂𝐎 𝐢𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚. (Leggi qui) 👇

L’art. 38, c. 17, lett. b-bis) L. 56/2024, introdotto in sede di conversione del D.L. 19/2024, prevede che il tetto massimo di spesa ammissibile al credito d'imposta per il fotovoltaico previsto nel Piano Transizione 5.0 sarà inversamente proporzionale alla potenza dell'impianto istallato: più sarà alto il rendimento del pannello, più bassa sarà la spesa dell'impianto ammessa ad ottenere il credito d'imposta.
La legge non indica l'entità del tetto massimo di spesa ammissibile, che sarà invece determinata con uno degli attesi decreti attuativi necessari per l'avvio dell'operatività del piano 5.0.

𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it #studiocommerciale #aggiornamenti #fiscaldata #catanzaro #fotovoltaico #creditodimposta
𝐂𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐛𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐚𝐝𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐝𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞. (Leggi qui) 👇

Il nuovo concordato preventivo biennale, in attesa della completa definizione degli strumenti operativi, riguarda potenzialmente una vasta platea di professionisti e imprese: in sintesi, tutti coloro che sono soggetti agli Isa e i “forfetari”, anche se per questi ultimi il regime è annuale (per il solo 2024).
Rimangono diversi punti da considerare:
gli importi richiesti, sui quali sarà difficile stimare il risultato degli Isa 2024 e 2025;
il fatto che l’adesione al concordato biennale non inibisce la possibilità di accessi, ispezioni e verifiche dell’Amministrazione Finanziaria;
la convenienza fiscale della proposta, che dipende dagli importi che saranno richiesti.
Ciò premesso, è prevedibile che gli importi proposti portino a raggiungere risultati simili a quelli che si avrebbero avuti con un voto Isa pari almeno a 8.
Da considerare, altresì, anche le ipotesi che possono determinare la decadenza dal concordato: oltre a quella che riguarda l’accertamento di maggiori imponibili superiori al 30% dei ricavi dichiarati, è prevista fra tali cause anche l’indicazione, nella dichiarazione, di dati non corrispondenti a quelli comunicati ai fini dell’elaborazione della proposta.
Si è di fronte a uno strumento che, peraltro, non è una novità assoluta: si ricorda, infatti, il precedente tentativo di definizione concordata del reddito, previsto dal D.L. 269/2003, che incontrò pochissimo consenso.

Ebbene, l’unico dato certo, salvo smentite che appaiono assai improbabili, è che i contribuenti che sottoscriveranno l’accordo con l’Agenzia delle Entrate si troveranno a pagare imposte complessivamente superiori rispetto all’annualità preconcordataria: in altri termini, le proposte formulate dal Fisco non saranno al ribasso in termini di prelievo a titolo di Irpef, Ires e Irap. Si tratta, dunque, si tratta di una vera e propria scommessa, che potrebbe rivelarsi vincente ed estremamente conveniente nell’ipotesi, ad esempio, in cui un professionista sia a conoscenza che, negli anni in cui sarà tassato in base all’accordo, gli sarà assegnato un incarico che farà lievitare significativamente i compensi: è di chiara evidenza che il surplus di reddito beneficerà di una totale esenzione, legittimamente e senza possibilità alcuna che tale situazione possa essere contestata dall’Amministrazione Finanziaria.
D’altra parte, un calo significativo dei compensi o dei ricavi, fatte salve le esimenti che saranno regolamentate normativamente, avrà effetti penalizzanti non trascurabili, poiché alla contrazione degli introiti non corrisponderà un minor carico fiscale, irrimediabilmente pattuito con l’accettazione della proposta.
Peraltro, corre l’obbligo di segnalare un ulteriore rischio, derivante da una discutibile previsione normativa: coloro che non accetteranno la proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate o non aderiranno, anche per effetto dell’omessa comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’elaborazione della proposta, o che, accettata la proposta, decadranno dalla medesima per effetto di una causa di stabilita dalla legge, saranno inseriti in specifiche liste selettive utilizzabili per eventuali controlli fiscali.

In conclusione, non è obbligatorio dichiararsi disponibili a valutare la proposta né, ricevuta la medesima, accettarla. Restano, però, non poche perplessità, sia sullo strumento in quanto tale sia, aspetto non trascurabile, sulla minaccia potenziale, di questo si tratta, di essere inseriti, come osservato, in liste selettive dalle quali potranno attingere sia l’Agenzia delle Entrate sia la Guardia di Finanza.

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𝐃𝐄𝐂𝐑𝐄𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐄𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄:
𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐠𝐞𝐯𝐨𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢. (Leggi qui) 👇

In base alle previsioni del decreto verranno promosse la costituzione di nuove imprese nelle regioni del Mezzogiorno (Investire al Sud 2.0) e di attività libero professionali (Autoimpiego Centro nord-Italia); ma sono previsti anche importati incentivi contributivi per chi assume giovani, giovane nelle zone del Mezzogiorno (Bonus ZES), donne svantaggiate e personale dipendente da grandi imprese in crisi che abbiano in corso trattamenti di integrazione salariale straordinaria. Analizziamo di seguito gli incentivi destinati ai lavoratori dipendenti.

Bonus Giovani (art. 22) - Il Decreto prevede un nuovo incentivo per l’assunzione di giovani, che in qualche modo ristora le aziende della perdita del precedente incentivo under36 che, ricordiamo, ha cessato di produrre effetti lo scorso 31 dicembre 2023. Le nuove previsioni normative prevedono per tutti i datori di lavoro privato, con esclusione del settore domestico, un esonero pari al 100% dei contributi a carico azienda per l’assunzione di giovani, intercorse fra il 1° luglio 2024 ed il 31 dicembre 2025, under 35 che non abbiano avuto in precedenza un’occupazione a tempo indeterminato; l’assunzione dovrà essere a tempo indeterminato, con esclusione di assunzione di giovani dirigenti o di apprendisti.

L’esonero è riconosciuto per la durata di 24 mesi e non interesserà i contributi assistenziali Inail.

L’importo è soggetto ad un tetto massimo mensile pari a euro 500, che diventano euro 666 per le assunzioni effettuate in una sede o unità produttiva ubicate nelle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. La norma prevede inoltre che la misura agevolativa spetta anche in caso di precedente assunzione con contratto di lavoro di apprendistato non proseguito come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il testo del decreto ricorda inoltre che, per poter accedere all’esonero, è necessario rispettare i principi generali di accesso alle misure agevolative, fra cui non aver proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva nei 6 mesi precedenti; parimenti, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore o di un lavoratore impiegato con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva del primo, se effettuato nei 6 mesi successivi all’assunzione incentivata, comporta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.

La misura agevolativa esclude la cumulabilità con altri esoneri e/o riduzioni della contribuzione a carico del datore di lavoro, ammettendo tuttavia il cumulo della misura con l’incentivo previsto dal Decreto Fiscale (D.Lgs. 216/2023, art. 4) pari al 120/130% in caso di incremento occupazionale per l’anno di imposta 20024.

La misura non sarà operativa fino a pubblicazione di apposito decreto ministeriale, i cui contenuti saranno comunque soggetti a preventiva autorizzazione della Commissione Europea.

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