Cartelle: quando e come richiedere la rateizzazione

Le imprese e i professionisti che hanno ricevuto una cartella di pagamento e abbiano necessità di rateizzare il debito, possono procedere nel modo seguente:
inviare la richiesta di rateizzazione via pec, attraverso gli specifici indirizzi riportati in ciascun modello di rateizzazione,
presentarla presso uno degli sportelli dell’Agenzia della Riscossione
Dalla richiesta di rateizzazione e, finché si è in regola con i pagamenti delle rate:
non si è considerati inadempiente verso gli enti creditori
l’Agenzia delle entrate-Riscossione non iscrive fermi o ipoteche,
né attiva qualsiasi altra procedura di riscossione.
Relativamente ai piani di rateizzazione in essere al 31 dicembre 2020 o richiesti entro il 31 dicembre 2021, il contribuente beneficia del maggior periodo di decadenza stabilito nel mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque ordinariamente previste (tale maggior periodo è stato previsto dal decreto rilancio, con proroga da parte del decreto agosto e del decreto 125/2020 e infine dal decreto ristori).Si specifica inoltre che per i provvedimenti di accoglimento relativi a richieste di rateizzazione presentate a decorrere dal 30 novembre 2020, il pagamento della prima rata del piano di rateizzazione determina l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate a condizione che non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero il terzo non abbia reso dichiarazione positiva o non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
In presenza di una sospensione giudiziale o amministrativa, può interrompere i pagamenti delle rate, limitatamente ai tributi interessati, per tutta la durata del relativo provvedimento.
Per debiti fino a 100 mila euro si può richiedere la rateizzazione presentando una domanda (on-line oppure tramite gli specifici indirizzi pec riportati nel modello di rateizzazione), senza aggiungere alcuna documentazione, salvo che la Società non sia in liquidazione, e dichiarando la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica.
In questo caso, si accede automaticamente al piano ordinario che consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni).
Concorre a determinare la soglia di 100 mila euro, oltre all’importo per cui si richiede la rateizzazione, anche il debito residuo di piani di dilazione già in corso.
E’ bene specificare che si può scegliere tra rate costanti o rate crescenti. Il modello https://www.fiscoetasse.com/files/12647/modulo-rateizzione-cartelle.pdf può essere presentato tramite posta elettronica certificata (PEC), insieme alla copia del documento di identità o di riconoscimento:
alla casella PEC dell’area territoriale relativa alla provincia di emissione della cartella/avviso di cui si chiede la rateizzazione (l’elenco delle caselle PEC è riportato in allegato);
oppure agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.Per debiti superiori a 100 mila euro la rateizzazione può invece essere richiesta:
presentando una domanda
e allegando i documenti che attestino la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica:
per le ditte individuali con regimi fiscali semplificati è necessaria la certificazione relativa all’Indicatore della situazione reddituale (ISEE);
per le altre imprese (ivi comprese le ditte individuali in contabilità ordinaria) è necessario il prospetto per la determinazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa e copia dell’ultimo bilancio approvato e depositato presso il registro delle imprese.
Se la richiesta è accolta, si accede al piano ordinario che consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni).
Concorre a determinare la soglia di 100 mila euro, oltre all’importo per cui si richiede la rateizzazione, anche il debito residuo di piani di dilazione già in corso.
Puoi scegliere tra rate costanti o rate crescenti. Il modello https://www.fiscoetasse.com/files/12648/modulo-rateizzione-cartelle-superiori100000.pdf può essere presentato tramite posta elettronica certificata (PEC), insieme alla copia del documento di identità o di riconoscimento:
alla casella PEC della Direzione Regionale relativa alla provincia di emissione della cartella/avviso di cui si chiede la rateizzazione (l’elenco delle caselle PEC è riportato in allegato);
oppure agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Se le condizioni economiche dell’impresa peggiorano e il piano di rateizzazione non è decaduto, si può chiedere di allungare i tempi di pagamento delle rate.
La proroga, può essere richiesta una sola volta e può essere:
ordinaria, fino a un massimo di ulteriori 72 rate (6 anni)
straordinaria, fino a un massimo di 120 rate (10 anni).
Per la richiesta di proroga è necessario presentare una domanda motivata allegando alcuni documenti che attestino il peggioramento delle condizioni di difficoltà economica.
Per dimostrare l’aggravamento della condizione economica:
i titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati devono produrre un nuovo modello ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) di valore inferiore, solo se sono trascorsi 12 mesi dalla precedente certificazione, diversamente è necessario documentare gli eventi che hanno determinato una radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale che non consentono di sostenere più il pagamento della dilazione in corso (improvvisa e oggettiva crisi di mercato anche di carattere locale, cessazione dell’attività della ditta individuale, ecc);
le altre imprese e le ditte individuali in contabilità ordinaria devono presentare la situazione economico patrimoniale aggiornata, se rispetto alla precedente sono trascorsi almeno sei mesi.
La richiesta di proroga viene analizzata secondo i parametri dell’Indice di Liquidità (che deve essere inferiore al precedente) e dell’Indice Alfa (il cui valore determina soltanto il numero massimo di rate concedibili in proroga).
Infine si specifica che a seconda che la proroga richiesta sia ordinaria o straordinaria, le rate possono essere, rispettivamente, costanti/crescenti oppure solo costanti. Fonte: fiscoetasse.com

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