Stop al mercato dei crediti fiscali

Detto e fatto. È già in Gazzetta il decreto Sostegni-ter (D.L. 4/2022) che, all’art. 28, inibisce ai cessionari dei crediti da bonus fiscali di cedere a loro volta i medesimi crediti. Si vuole così impedire le cessioni multiple additate dall’Amministrazione Finanziaria come strumento per dissimulare l’origine fittizia dei crediti. La norma ha preso tutti un po’ alla sprovvista, sia per gli effetti sui contratti in corso sia perché si teme che possa comportare un improvviso stop ad un mercato in forte ripresa.
Ma andiamo con ordine. La nuova norma agisce sullo sconto in fattura confermando la facoltà di cedere il credito da parte del soggetto che ha effettuato gli interventi edilizi, ma vietando le successive cessioni. Inoltre, in caso di cessioni dei crediti fiscali da bonus edilizi e da bonus Covid, si vieta al cessionario di effettuare ulteriori cessioni.
La norma entra in vigore subito (27.01.2022), l’unica salvaguardia è la possibilità di effettuare una ulteriore cessione entro il 7.02.
La norma nasce da un allarme diffuso dalla Guardia di Finanza in relazione a possibili infiltrazioni malavitose e al rischio di riciclaggio che accompagna il nascente mercato dei crediti fiscali. Inoltre, la circolazione dei crediti fiscali è sempre stata vista con sospetto in quanto la moneta fiscale così creata rischia di finire nelle statistiche del debito pubblico.
La reazione dell’esecutivo ha suscitato un coro di critiche da parte di tutti gli operatori seri coinvolti. Emerge la preoccupazione per la compressione di un mercato rifiorito, quello delle costruzioni, a fronte di casi patologici che potrebbero essere contrastati con i poteri di controllo già esistenti.
La norma non impedisce ai soggetti diversi dagli intermediari finanziari di comprare crediti fiscali. Tuttavia, chi compra dovrà sapere di poter contare esclusivamente sulla propria capacità fiscale ossia sul flusso dei propri versamenti tributari.
L’eliminazione del mercato secondario dei crediti fiscali renderà impossibile operare su quelle piattaforme costituite allo scopo di intermediare crediti fiscali, ossia quelle piattaforme che acquistano crediti al dettaglio per formare dei pacchetti da cedere poi a intermediari finanziari. Da qui una minor liquidità del settore e la possibilità di acquistare crediti che si concentrerà nelle mani di quei pochi soggetti, tendenzialmente banche, che avranno realmente la capacità fiscale per assorbirli.
Peraltro, anche nell’ambito dei gruppi bancari non è prevista la circolazione dei crediti, quindi si vincola molto anche la possibilità di utilizzare speciali veicoli societari finalizzati all’acquisto dei suddetti crediti.
La conversione del decreto potrebbe comportare degli alleggerimenti. Intanto la parziale moratoria al 7.02 ha intensificato gli scambi. Però difficilmente tutte le operazioni in corso potranno essere definite entro il prossimo 7.02, chi si è impegnato finanziariamente, e chi è in procinto di iniziare dei lavori, guarda adesso con apprensione agli sviluppi.