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Software Ve.Ra. Per la lotta all’evasione.

Attraverso gli algoritmi del nuovo applicativo VE.RA., l’Amministrazione Finanziaria spera di incrementare i recuperi partendo dai controlli basati sulle risultanze dell’anagrafe finanziaria. Potenziare l’incrocio delle informazioni in chiave antievasione è dunque il vero obiettivo perseguito dal nuovo software. Se tali attività daranno i frutti sperati, si potranno infatti invertire le tendenze degli ultimi anni che indicano un lento, ma costante, calo sia dell’utilizzo delle informazioni presenti nell’anagrafe dei conti correnti, sia una perdita di efficacia in termini di maggiori imposte accertate.
Gli ultimi dati pubblicati dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale, evidenziano che nel 2013 la maggiore imposta accertata media era pari a 94.000 euro circa, mentre nel 2019, ultimo anno utilizzabile causa Covid, il recupero medio per ogni accertamento basato sulle indagini finanziarie superava di poco i 56.000 euro.
Difficile spiegare i motivi per cui il Fisco non ha sfruttato l’enorme potenziale di informazioni presenti in questa partizione dell’anagrafe tributaria.

Resta un mistero anche il mancato utilizzo di uno degli strumenti di accertamento che fa dei dati presenti in anagrafe tributaria la sua punta di diamante, ovvero il redditometro. Dopo la riforma dell’accertamento sintetico, il Ministro dell’Economia non ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo predisposto nell’estate 2021, finendo per rendere, di fatto, inutilizzabile il redditometro, con la conseguente decadenza delle annualità accertabili.
I dati sul redditometro non lasciano spazio a dubbi. Lo strumento di accertamento in oggetto è praticamente inutilizzato. Nel 2021, ultimo dato analizzato nella relazione annuale, il numero degli accertamenti da redditometro sono stati 322, mentre nel 2019, ultimo anno prima del Covid, il redditometro era stato utilizzato per effettuare 1.850 controlli facendo emergere 574 evasori totali o para totali.

In questo scenario ecco che l’unica possibilità di rilancio del contrasto all’evasione è rappresentata dalle risorse del PNRR grazie alle quali il nuovo algoritmo VE.RA. (acronimo di verifica dei rapporti finanziari) verrà messo in atto, dopo una prima fase di sperimentazione. Tenuto conto dei dati a consuntivo, restano molti dubbi sulle reali capacità dell’Amministrazione Finanziaria di incrociare i milioni e milioni di dati presenti nell’anagrafe tributaria. Fino ad oggi, infatti, nonostante le continue e ripetute affermazioni di utilizzi sempre più raffinati di tali informazioni in chiave antievasione, i dati a consuntivo dimostrano che risultati di un certo rilievo non si sono mai raggiunti.
Negli ultimi anni il numero degli accertamenti eseguiti ha continuato infatti a scendere, con modesti incrementi nei recuperi medi.
Basti pensare che nel 2017 venivano effettuati 591.805 accertamenti recuperando mediamente 31.400 euro di maggiori imposte per ognuno, mentre nel 2019 il numero totale degli accertamenti è sceso a 531.711 (meno 60.094) con un recupero medio che, pur salendo a 33.800 euro circa, non è riuscito a raggiungere i volumi complessivi del 2017 stesso.
Il nuovo software VE.RA. è dunque l’ultima scommessa del Fisco. Sulla sua efficacia l’Amministrazione Finanziaria gioca una parte importante nella lotta all’evasione. Staremo a vedere.