Resto al sud: apre al commercio ed a nuovi territori del Centro Nord

L’art. 13 D.L. 121/2021 ha introdotto modifiche rilevanti alla misura Resto al Sud, prevedendo la possibilità di finanziare anche le imprese del settore “commercio” (“Sez. G” ATECO). Inoltre, sono stati inclusi tra i territori rientranti nella misura i comuni:
isole minori del Centro-Nord: Campo nell’Elba, Capoliveri, Capraia, Giglio, Marciana, Marciana Marina, Ponza, Porto Azzurro, Portoferraio, Portovenere, Rio, Ventotene;
altre isole minori: isole della laguna veneta (Lido, Murano, Pellestrina, Burano, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Vignole, Torcello, San Giorgio, San Michele, San Clemente, San Francesco del Deserto, Marzobetto, San Lazzaro degli Armeni); laguna di Grado (Grado, Santa Maria di Barbana, Morgo); lago d’Iseo (Monte Isola); lago di Garda; Comacina (lago di Como); Isola d’Orta – San Giulio; lago Trasimeno (Maggiore e Polvese) e Isole Borromee (Superiore, Bella, Madre, San Giovanni).
L’incentivo è destinato a chi, tra un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, è residente nei territori previsti dall’agevolazione o a chi trasferisce la residenza entro 60 o 120 giorni (se residente all’estero), dall’esito positivo dell’istruttoria.
Condizioni ulteriori:
non essere titolare di altre attività d’impresa in esercizio al 21.06.2017;
non aver beneficiato di altre agevolazioni nazionali per l’auto imprenditoria nell’ultimo triennio;
non avere un lavoro a tempo indeterminato, con l’impegno di non averlo per tutta la durata del finanziamento.
Fermo restando quanto sopra, possono accedere alla misura i liberi professionisti (in forma societaria o individuale) che non risultano titolari di Partita Iva nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta.
Le attività finanziabili sono quelle “produttive” del settore industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, servizi alle imprese e alle persone, turismo, attività libero professionali e, oggi, anche del commercio, con la sola esclusione delle attività agricole. I progetti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda ovvero alla data di costituzione della società, nel caso in cui la stessa sia presentata da persone fisiche.
Le spese ammissibili sono riconducibili alla manutenzione straordinaria di beni immobili ove ha sede l’attività, acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature nuovi, programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione, oltre alle spese di capitale circolante nel limite massimo del 20% del programma di spesa.
Le agevolazioni, erogate in regime “de minimis”, prevedono un contributo a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili e un finanziamento bancario a tasso zero a copertura del restante 50%, rimborsabile in 8 anni, di cui 2 di pre-ammortamento, garantito all’80% dal F.do di Garanzia PMI. La misura, quindi, copre il 100% delle spese, con un finanziamento massimo di € 50.000, per ogni richiedente, che può arrivare fino a € 200.000 nel caso di società composte da 4 soci. Per le imprese individuali, il totale massimo delle agevolazioni è pari a € 60.000. Inoltre, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto di € 15.000 per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale, mentre per le società sono previsti € 10.000 per ogni socio, fino ad un massimo di € 40.000.
A seguito delle modifiche introdotte, la misura appare più completa e idonea a sostenere le nuove attività.