Minimi ancora senza fattura elettronica

Si fa sempre fatica a distinguere tra le novità annunciate e quelle effettivamente operative. Uno dei temi di questo inizio 2022 è la sorte dell’esonero per la fatturazione elettronica dei forfetari.
Diciamo subito che al momento non è cambiato niente, i forfetari possono ancora emettere fatture cartacee e possono, volontariamente, emettere fatture tramite SdI. L’esonero, nei rapporti tra privati, è disposto dall’art. 1, c. 3 D.Lgs. 127/2015, ma non vale nei rapporti con la PA. Il fortetario può aderire alla fatturazione elettronica per sua scelta e per godere della riduzione dei termini di decadenza di cui all’art. 1, c. 74 L. 190/2014.
Ma allora dove è la novità? Facciamo un passo indietro. La fatturazione elettronica adottata dall’Italia introduce obblighi in capo agli operatori che non sono in linea con le previsioni della direttiva Iva UE, sebbene anche l’Europa stia studiando un sistema di fatturazione elettronica. Per tale ragione l’Italia ha ottenuto nel 2018 una speciale deroga alla Direttiva, artt. 218 (che consente la libertà di forma nell’emissione delle fatture) e 232 (che subordina l’emissione delle fatture elettroniche all’accordo con il destinatario) fino al 31.12.2021 allo scopo di contrastare le frodi. La deroga concessa all’Italia non dimenticava il principio di proporzionalità e, pertanto, salvaguardava il diritto delle piccole imprese in franchigia (i forfetari) di continuare ad emettere fatture tradizionali, al fine di evitare loro maggiori oneri amministrativi.
Ecco quindi che, allo scadere della deroga, l’Italia ha bussato nuovamente alle porte dell’Europa per ottenere la proroga della misura in funzione dei buoni risultati ottenuti e, con l’occasione, per rimuovere l’esenzione per i forfetari. La Repubblica ha sostenuto la richiesta, in relazione all’esigenza di rispettare la proporzionalità, illustrando di aver messo a disposizione degli utenti una serie di soluzioni software per la preparazione ed il trasferimento delle fatture elettroniche, tra cui un’applicazione per i dispositivi mobili e di aver rimosso altri requisiti come la comunicazione periodica dei dati, la compilazione statistica dell’Intrastat, la fornitura dei dettagli dei contratti sottoscritti dalle società di leasing, noleggio e affitto (obblighi, invero, già poco rilevanti per i forfetari).
Questi motivi hanno convinto la Commissione Europea ad accogliere la proposta dell’Italia con decisione 2021/2251 del 13.12.2021. La decisione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Europea L. 454 del 17.12.2021.
Questo quanto successo. Solo ora l’Italia ha la strada spianata per obbligare i forfetari ad adottare la fatturazione elettronica, ma per far ciò ha bisogno di un apposito provvedimento normativo che sarà adottato, con ogni probabilità, nel corso del 2022.