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Legge di bilancio 2023: approvato il Ddl

La legge di Bilancio entra nel vivo: il 21.11.2022 con la seduta n. 5, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025.
I provvedimenti quantificano in circa 35 miliardi le misure contenute nella manovra di bilancio.
La manovra tiene conto della particolare situazione economica anche dal punto di vista internazionale, dovendo comunque essere sostenibile per la finanza pubblica e cercando di sostenere le famiglie e le imprese in questo periodo di caro energia ed aumento dell’inflazione.
Previsti, inoltre, interventi per la riduzione del cuneo fiscale e per consentire una tregua fiscale per cittadini e imprese che negli ultimi anni hanno sofferto dal punto di vista economico prima a causa della pandemia e successivamente a causa degli aumenti energetici.
Sono stati programmati aiuti maggiori per sostenere il caro energia a favore delle famiglie; infatti, nella bozza sono evidenziate misure volte a contrastare l’inflazione, diminuendo l’Iva su alcuni prodotti e prorogando il bonus sociale bollette per i nuclei più fragili. Previsto, inoltre, anche un aumento del 50% dell’assegno unico per il primo anno e di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli.

Dal punto di vista del lavoro, il disegno di legge prevede le seguenti disposizioni:
detassazione dei premi di produttività con l’applicazione dell’aliquota del 5% per premi fino a 3.000 euro;
agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato nel limite massimo di 6.000 euro per chi ha già un contratto a tempo determinato e con particolare riferimento alle giovani donne under 36 e per i percettori del reddito di cittadinanza;
riduzione del cuneo fiscale, a beneficio dei lavoratori, in misura del 2% per redditi fino a 35.000 euro e del 3% per redditi fino a 20.000 euro.
Dovrebbero essere previste anche sostanziali modifiche per i percettori di reddito di cittadinanza: nel dettaglio, dal 1.01.2023 i cittadini tra i 18 e i 59 anni abili al lavoro riceveranno il RdC nel limite massimo di 8 mesi invece degli attuali 18 rinnovabili. Sarà obbligatorio anche un periodo di formazione di almeno 6 mesi, in mancanza di questo e nel caso in cui si rifiuti la prima proposta di lavoro congrua, l’assegno mensile verrà revocato.

Con il disegno di legge viene anche introdotto un nuovo schema per l’anticipo dell’età pensionistica con quota 103 e per chi decide di rimanere a lavorare si applicherà la decontribuzione del 10%.
È prorogata, inoltre, l’opzione donna con alcune modifiche per il 2023: accordando la pensione a 58 anni con 2 o più figli, a 59 con 1 figlio e a 60 negli altri casi.
Questo è quanto previsto attualmente per la legge di Bilancio 2023: attendiamo la pubblicazione del testo per tutte le altre novità.