Fondo perduto al commercio al dettaglio, istanze dal 03 al 24/05

Dopo la verifica dei requisiti di regolarità della domanda, il Ministero dello sviluppo economico erogherà direttamente sul conto corrente dei beneficiari la somma spettante in base alle risorse disponibili. La dote finanziaria a disposizione è pari a 200 milioni di euro.
Le modalità di accesso al contributo e i termini di presentazione della domanda sono stati stabiliti con il decreto direttoriale MISe 24.03.2022 che ha anche approvato il modello di istanza, gli oneri informativi dell’intervento e l’informatica sul trattamento dei dati personali. L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto.

Le imprese presentano al MiSe un’apposita istanza, sulla base del modello riportato nell’allegato n. 1 al decreto in commento, esclusivamente per via telematica, attraverso la procedura informatica resa disponibile sul sito istituzionale del MiSe (www.mise.gov.it). Ciascun soggetto può presentare una sola istanza. Il soggetto richiedente, ai fini dell’accesso all’agevolazione, unitamente all’istanza, è tenuto altresì a trasmettere, laddove necessarie, le autocertificazioni per la richiesta della documentazione antimafia, rese secondo gli schemi disponibili nella sezione del sito del MiSe dedicata alla misura.
La dote spendibile è ripartita tra i beneficiari attribuendo a ognuno un importo determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l’ammontare medio mensile degli stessi ricavi riferiti al 2019, secondo il seguente schema:
60%, per i soggetti con ricavi 2019 non superiori a 400.000 euro;
50%, per i soggetti con ricavi 2019 superiori a 400.000 e fino a 1 milione di euro;
40%, per i soggetti con ricavi 2019 superiori a 1 milione e fino a 2 milioni di euro.
Il beneficio è riservato alle imprese che svolgono in via prevalente una delle attività di commercio al dettaglio identificate con i codice Ateco 2007 previsti dalla norma agevolativa stessa, e che nel 2019 hanno registrato ricavi non superiori a 2 milioni di euro e nel 2021 un riduzione di fatturato non inferiore al 30% rispetto al 2019.
Le imprese, inoltre, devono possedere i seguenti requisiti alla data di presentazione dell’istanza:
avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato e risultare regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese;
non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
non essere già in difficoltà al 31.12.2019, come da definizione stabilita dall’art. 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17.06.2014, fatte salve le eccezioni previste dalla disciplina europea di riferimento in materia di aiuti Stato;
non essere destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, c. 2, lett. d), D.Lgs . 8.06.2001, n. 231.
Il MiSe, successivamente all’erogazione delle agevolazioni, procede allo svolgimento dei controlli previsti dalle disposizioni nazionali al fine di verificare, su un campione significativo di beneficiari, la veridicità delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dagli stessi in sede di richiesta di agevolazione. Nel caso di violazioni, il Ministero procede alla revoca delle agevolazioni.