Aumento del prezzo delle sigarette: novità dalla bozza del DDL di Bilancio 2023

Viene resa disponibile la bozza del DDL di Bilancio 2023 approvata dal Consiglio dei Ministri in data 21 novembre e recante tutte le novità in materia fiscale per l’anno 2023. Il testo è atteso ora in Parlamento.
La bozza riporta novità per le tasche dei fumatori, in particolare, in materia di tabacchi, con l’art 28, a decorrere dal 1° gennaio 2023 si prevederebbe l’aumento del prezzo pagato su ogni pacchetto di sigarette. Il testo parla di un aumento che potrà variare tra i 15 e i 20 centesimi di euro.
L’intervento mirato sulle accise del tabacco e dei prodotti succedanei, ossia quello riscaldato e le sigarette elettroniche, prevede un aumento graduale della componente specifica accompagnato da un incremento dell’onere fiscale minimo declinato su tre anni.
Per i nuovi prodotti succedanei continua l’aumento dell’accisa, già previsto dal 1° gennaio con la legge di bilancio dello scorso anno, e proseguirà per i prossimi tre anni.
A partire dal 1 gennnaio 2023 per le sigarette elettroniche l’incremento dovrebbe essere fissato al 15% per i prodotti con nicotina e al 10% per quelli senza. I tabacchi lavorati, in base alla normativa unionale e nazionale, sono sottoposti ad accisa. Sono considerati tabacchi lavorati i seguenti prodotti:
Sigarette
Sigari
Sigaretti
Tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette
Tabacco da fiuto e da mastico
Altri tabacchi da fumo (tabacco da pipa, tabacco per pipa ad acqua, prodotti da fumo a base di piante, erbe o frutta: melassa per narghilè)
Tabacchi da inalazione senza combustione
Il prezzo di vendita al pubblico dei tabacchi lavorati è fissato dall’Agenzia Dogane e Monopoli in conformità a quello stabilito dai produttori o importatori.
Con provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, i prezzi di vendita al pubblico dei tabacchi lavorati sono inseriti nelle tabelle di ripartizione, divise per tipologia di prodotti, che evidenziano le singole voci di cui si compone il prezzo, ossia:
Accisa
IVA
Aggio
Quota al fornitore. Per quanto riguarda le sigarette, a differenza degli altri tabacchi lavorati, l’accisa corrisponde alla somma tra una componente fissa e una proporzionale al prezzo di vendita al pubblico; le componenti sono calcolate a partire da un’aliquota di base fissata al 59,8%.
Tutte le categorie sono assoggettate all’IVA nella misura del 22% del prezzo di vendita al pubblico al netto dell’IVA stessa e all’accisa che varia in relazione alla categoria.
Per le sigarette è fissato un onere fiscale minimo (IVA + Accisa) – pari per l’anno 2022 a Euro 194,72 per chilogrammo convenzionale/1000 sigarette.
L’aggio spettante al rivenditore al dettaglio (tabaccaio), è pari al 10% del prezzo di vendita al pubblico.
Il compenso del produttore, su cui gravano anche le spese di distribuzione, è dato dalla differenza fra il prezzo di vendita al pubblico e gli importi risultanti da accisa, IVA e aggio.
Si attendono ora le novità relative ai prezzi di vendita per il 2023 in base alla bozza del DDL di Bilancio. Fonte: fiscoetasse.com